Paese di coltivazione del grano e Paese di molitura restano nell’etichetta della pasta.

Pubblicato il: Dicembre 2023

A metà del 2017 il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e il Ministero dello Sviluppo Economico avevano imposto l’obbligo di inserire nell’etichetta della pasta il Paese di coltivazione del grano e il Paese di molitura. Negli ultimi mesi erano stati avanzati dei ricorsi da parte di diverse aziende agro-alimentari, le quali ritenevano illegittimo il decreto.
Il Tar del Lazio ha ritenuto il ricorso infondato. Ma perché?

Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e il Ministero dello Sviluppo Economico con il DM del 26 Luglio 2017 all’art. 2 hanno fornito le indicazioni da riportare sull’etichetta della pasta, con la seguente dicitura:

1. Sull'etichetta della pasta devono essere indicate le seguenti diciture:
a) «Paese di coltivazione del grano»: nome del Paese nel quale e' stato coltivato il grano duro;
b) «Paese di molitura»: nome del Paese nel quale e' stata ottenuta la semola di grano duro.

Un obbligo sinonimo di onestà e trasparenza. Indicare in etichetta il Paese di coltivazione del grano e il Paese di molitura permette di garantire ai consumatori un’informazione completa e trasparente, necessaria per consentire una scelta libera e consapevole nei propri acquisti dei prodotti alimentari. Negli ultimi mesi, diverse industrie pastaie e molitorie hanno presentato un ricorso, muovendo delle accuse circa l'effettiva legittimità del decreto. Il Tar del Lazio con ben due sentenze ha respinto tale ricorso, ritenendolo infondato e ribadendo la legittimità del decreto.
Per il TAR, infatti:

“deve osservarsi che l’obiettivo primario del decreto sia quello di rendere al consumatore informazioni chiare e trasparenti sull’origine dei prodotti alimentari, al fine di valorizzare la sua libera e consapevole scelta, coerentemente a quanto stabilito dal Regolamento UE n. 1169 del 2011."

La pasta è amata in tutto il mondo, è simbolo della cucina italiana ed è patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Secondo l’IPO (International Pasta Organisation) gli italiani consumano ben 23,5kg a testa di pasta l’anno ed è stata stimata per il 2021 una produzione di 16,9 milioni di tonnellate di pasta nel mondo. La pasta è, senza dubbio, uno dei piatti preferiti degli italiani (e non solo) ma la provenienza del grano è spesso nascosta o trascurata. Il grano è l’ingrediente principale della pasta, oltre all’acqua, e per questo è importante conoscerne la provenienza. Sull’etichetta della pasta è obbligatorio indicare il paese di provenienza e di molitura del grano.

Noi siamo andati oltre. Abbiamo scelto la trasparenza per rendere il consumatore consapevole ed informato, libero di scegliere in piena autonomia.Con il qr-code presente su ogni confezione di pasta hai la trasparenza in etichetta. Coltiviamo e lavoriamo il grano in un'unica filiera, sui nostri campi in Puglia. Puoi scoprire, in modo facile e chiaro, la storia dei campi e tutti i processi produttivi.

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Fonti:

  • https://www.tuttocamere.it/files/alimenti/2017_07_26_A.pdf
  • https://www.europeanconsumers.it/wp-content/uploads/2023/02/Sentenza-01291-2023-TAR-Molitura.pdf
  • https://internationalpasta.org/annual-report/

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