Grano duro: produzione in picchiata, tra siccità e concorrenza sleale.
Le colture di grano in Puglia sono state decimate dalla siccità prolungata, che ha attanagliato la regione per mesi, causando un drastico taglio delle rese. Grazie all'impegno degli agricoltori e a condizioni climatiche favorevoli nel finale di stagione, è stato possibile salvare il raccolto in extremis.
Le cause del crollo della produzione
Le stime del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) prevedono un raccolto di grano duro nazionale di circa 3,5 milioni di tonnellate per il 2024. Questa cifra rappresenta un calo del 10-15% rispetto alla media storica e un calo dell'8% rispetto al 2023.
Diverse cause concorrono a questo calo, tra cui:
- Riduzione delle superfici coltivate: la concorrenza sleale del grano duro proveniente da Paesi esteri, come Russia e Turchia, ha spinto molti agricoltori a ridurre le superfici dedicate a questa coltura, preferendo il grano tenero;
- Siccità: le condizioni climatiche, con periodi di siccità prolungata, hanno colpito duramente le coltivazioni del Sud Italia, la principale area di produzione del grano duro nazionale;
- Crollo dei prezzi: l'afflusso di grano duro estero a basso prezzo ha avuto un impatto negativo sui prezzi del prodotto italiano, penalizzando gli agricoltori.
Oltre a queste problematiche, si aggiunge anche la questione del glifosato: il grano duro proveniente da alcuni Paesi stranieri viene trattato con questo erbicida, vietato in Italia, creando una concorrenza sleale non solo per il prezzo ma anche per la qualità del prodotto.
Cosa si può fare?
La situazione è piuttosto seria, ma non bisogna mollare. Sono state avviate alcune iniziative per contrastare la crisi:
- Contratti di filiera: questi accordi garantiscono un prezzo minimo agli agricoltori e aiutano a valorizzare la produzione italiana;
- Future sul grano: questo strumento finanziario permette di ridurre il rischio di oscillazioni di prezzo;
- Ricerca: CAI (Consorzi Agrari d'Italia) investe in ricerca per sviluppare varietà di grano duro più resistenti alla siccità e alle malattie.
Oltre alle azioni già intraprese, è necessario:
- Promuovere il consumo di grano duro italiano: è importante sensibilizzare i consumatori sull'importanza di scegliere prodotti italiani di qualità;
- Maggiori sostegni da parte del governo: sono necessari interventi concreti per aiutare gli agricoltori ad affrontare le difficoltà e per promuovere la produzione di grano duro di qualità;
- Più controlli sul grano duro importato: è necessario garantire che il grano duro proveniente dall'estero rispetti gli stessi standard qualitativi e di sicurezza del prodotto italiano.
L’impegno di Arteagricola
Nonostante le difficoltà del panorama nazionale, Arteagricola ribadisce il proprio impegno nel mantenere inalterati gli standard qualitativi dei propri prodotti e nel mantenere stabili i prezzi per i consumatori.
Da sempre attenta alla valorizzazione del territorio e alla tutela della biodiversità, continua a garantire la produzione di grano duro Senatore Cappelli, un grano antico dalle eccellenti proprietà organolettiche e nutrizionali. Grazie ad un'attenta gestione della filiera produttiva, dall'agricoltura sostenibile alla molitura a pietra e alla trafilatura al bronzo, Arteagricola garantisce un prodotto finale di alta qualità dal sapore inconfondibile.
L'impegno di Arteagricola si estende anche al fronte del prezzo. Consapevole delle difficoltà economiche che le famiglie italiane stanno affrontando, l'azienda si adopera per mantenere stabili i costi di produzione e di vendita, garantendo prezzi costanti, senza nessun rincaro.
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